Omaggi

OMAGGIO A CAROSELLO

a cura di Marco Giusti

“Domani chissa’, qualche cosa accadrà…” Il sogno di chi era bambino negli anni ‘50 e ‘60 erano i cartoni animati di Carosello. Angelino, uomo nuvola che scendeva sulla terra e si sporcava il grembiulino, Calimero, pulcino nero solo perche’ sporco, Toto e Tata monelli con la bocca sempre aperta per gelati e panettoni Motta (”Accipicchia se ci piace!”), Babbut Mammut e Figliut, la famiglia dei cavernicoli che vivono all’ultimo piano del grattacielo Pirelli a Milano e fanno un casino del diavolo (”Ue’, cavernicoli, è ora di finirla, non siamo più all’età della pietra!”), Derby, il cavallo che voleva vincere quella grande corsa, come si chiama il Derby no?, l’omino coi baffi delle caffettiere Bialetti (”Sembra facile…”), il Vigile siciliano Concilia e il pedone veneto (”Mi no lo so, mi no so niente, mi son foresto, per mi tutto fa brodo…”), Pallina, viaggiatrice nel tempo con i capelli alla Audrey Hepburn e la musica dei Cetra, Svanitella e il fidanzato coatto Riccardone-one-one, quelli che vivono con i pavimenti tirati a lucido dalle Cera Liù che “dura tre mesi e anche piu’”, Olivella, sposa perfetta a differenza della vicina invidiosa Mariarosa sempre vestita da vedova di mafia, la Smorfia e la Smorfietta, le due streghette emiliane che ci spiegano i nostri sogni, Fido Bau, il cane buono e fedele che si commuove al suono del carillon del Borotalco Roberts. Ecco, è probabile che siamo rimasti ancora lì, attaccati al televisore della mamma, a vedere i nostri personaggi preferiti di Carosello. Persi dentro un mondo di rime facili, di voci meravigliose di doppiatori come Raffaele Pisu, Alighiero Noschese, Isa Di Marzio, Elio Pandolfi, Francesco Mulé, di disegni elementari ma festosi, di musiche magiche da cantare ogni sera.

OMAGGIO A GODFREY REGGIO

La trilogia QATSI inizia nel 1983. Partiamo dalla fine, da “Na-qoy-qatsi” (nah koy’ kahtsee), nome dalla lingua Hopi che significa: 1. una vita in cui ci si uccide l’un l’altro; 2. La guerra come stile di vita; 3. (Interpretazione) violenza civilizzata.
Una vera e propria esperienza più che un lungometraggio, NAQOYQATSI sfrutta il potere delle immagini e della musica per entrare nel cuore del Ventunesimo Secolo, iperattivo e globalmente interconnesso.
Mixando immagini prese dalla realtà e dalla storia di ogni giorno, ed alterandole visivamente con le più aggiornate tecnologie digitali, Godfrey Reggio fa scorrere le immagini sullo schermo in sincrono con una ipnotica colonna sonora di Philip Glass, interpretata dal lavoro appassionato al clavicembalo di Yo-Yo Ma. A dispetto della natura non verbale del film, come del resto di tutta la trilogia, la manipolazione digitale di tutte le immagini rende evidente il tema del film e porta lo spettatore a intervenire attivamente, con il proprio bagaglio interiore di immagini e stereotipi che provengono dalla propria personale esperienza di televisione e di cinema.
Lo spettatore è portato ad assumere nei confronti del film un atteggiamento non-passivo, a interrogarsi e a discutere del ruolo che le nuove tecnologie hanno nell’alterare la realtà. E questo in tutti i campi: i media, l’arte, lo spettacolo, lo sport, la politica, la medicina, le guerre, l’etica, la natura, la cultura e una possibile faccia del futuro dell’uomo. Tre film ( NAQOYQATSI, POWAQQATSI, KOYAANISQATSI ) e un incontro con Godfrey Reggio daranno la possibilità di conoscere l’autore e le sue opere da vicino.

A PINK PANTHER

La Pantera Rosa nasce nel 1963, non come personaggio autonomo dei cartoon, ma solo come animazione nei titoli di testa di The Pink Panther, film di Blake Edwards interpretato da Peter Sellers, David Niven, Claudia Cardinale e Capucine, che dà il via a una fortunata serie.
La firma sull’elegante personaggio animato la pone Friz Freleng (1904-1995), nato a Kansas City nel Missouri, uno dei padri dell’animazione dell’età d’oro del cartooning, anche La firma sull’elegante personaggio animato la pone Friz Freleng (1904-1995), nato a Kansas City nel Missouri, uno dei padridell’animazione dell’età d’oro del cartooning, anche se il design originale della pantera era dovuto a Richard Williams, futuro creatore di Roger Rabbit. Freleng, dopo aver mosso i primi passi con un giovanissimo Walt Disney all’epoca dei corti di Oswald the Lucky Rabbit, si trasferisce nel nuovo studio di Charles Mintz quando Walt subisce l’ultima delle sue cocenti sconfitte prima della nascita di Topolino, fino ad approdare, nel 1929, alla corte di Leon Schlesinger, che sta mettendo in piedi un team di cartoonist con cui produrre cortometraggi animati per la Warner. Art Leonardi, che sara’ presente al Future Film Festival, si inserisce nel processo produttivo e creativo del personaggio, realizzando tutti I titoli di testa dei famosi film di Blake Edwards

OMAGGIO A RO MARCENARO

Artista completo, definito da Oreste del Buono “grande disegnatore civile”, Rodolfo (Ro) Marcenaro nasce a Genova il 6 luglio 1937 e nella sua opera si trova traccia di quella formazione fieramente laica che potrebbe ironicamente risalire agli studi presso i Barnabiti a Moncalieri e i Gesuiti a Genova mentre il gusto costruttivo e la saldezza compositiva della pagina, potrebbero derivare dalla frequentazione della Facoltà di Architettura a Firenze.
Attivo in pubblicità presso lo Studio K: indimenticabili le sue plastiline per l’animazione del Branca Menta, nel 1970 otterrà il Carosello d’oro.
Profondamente sensibile ai temi dell’ingiustizia sociale e della questione morale, nel 1976 il suo impegno didattico-politico, si tradurrà nella versione a fumetti del Manifesto Comunista di C. Marx e F. Engels, pubblicato dalla Ottaviano e subito sequestrato nella traduzione spagnola, le cui tavole, di metaforica immediatezza, hanno la stessa elegante e risolutiva urgenza comunicativa delle vignette disegnate da Giuseppe Scalarini per l’”Avanti”. Prolifico ed attivo, cambia e rinnova sempre I suoi mezzi di espressione. Non a caso, il suo: “Si, lo posso fare”, si estende dai singoli soggetti a tutte le tecniche della comunicazione, consentendogli di passare con autorevole disinvoltura, dal fumetto all’illustrazione, dall’animazione disegnata o tridimensionale alla computer grafica. Trasferitosi a San Martino in Rio con i figli e la moglie, l’illustratrice Augusta Mariani, Marcenaro si dota di strumenti d’avanguardia che gli consentono, operando nella multimedialità interattiva e nell’editoria elettronica, di estendere le sue collaborazioni in Italia e all’estero, ottenendo numerosi riconoscimenti, culminati nel Premio Andersen 1995 per Il Barone di Munchhausen.

OMAGGIO A TEZUKA OSAMU/2

Per il secondo anno il Future Film Festival presenta in esclusiva una grande retrospettiva dedicata a Tezuka Osamu, il primo grande autore di manga ed anime giapponese, con un grandissimo investimento nel portare in Italia queste opere mai viste nel nostro paese, tutte rigorosamente in lingua originale con sottotitoli.
“L’animazione mi permette di esprimere in modo sublime l’interessante metamorfosi di un corpo che cambia.
Il più grande divertimento sta proprio nel disegnare e dare movimento a dei processi di cambiamento”. Le parole di Tezuka Osamu ci restituiscono lo stato d’animo che ha guidato l’intera opera di questo straordinario autore. Sempre diviso tra il desiderio di sviluppare progetti di animazione e la volontà di non rinunciare al fumetto, Tezuka non ha mai abbandonato il suo pubblico e ha sempre dato priorità alla sua urgenza creativa. Se da un lato ha dedicato tutta la sua vita alla realizzazione di manga, attraversando ogni genere narrativo sulle più disparate riviste giapponesi, dall’altro ha sempre donato tutto se stesso alla produzione di disegni animati, riversandovi tutta la passione e l’energia di cui era capace. I titoli che saranno presentati, tutti provenienti dal Giappone, sono: Astroboy, Don Dracula, Jungle Emperor Leo, The Three-eyed One, Ambassador Magma, The Green Cat, Rain Boy, Lunn Flies into The Wind, Yamataro Comes Back, The Legend of the Forest, Adachi-ga Hara, Akuemon, Bandar Book, Marine Express, Bremen 4, Fumoon, Prime Rose, Baggy, Border Planet.